Trapanare un Cranio

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La giovane donna trascina il professore nel laboratorio a fianco, lo mette faticosamente a sedere con la faccia schiacciata sul supporto anti vibrante, aiutandosi con un nastro telato perchè non possa muoversi.

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Poi scopre alcuni attrezzi sospesi sulla testa di Kerenskij. Con un sibilo raccapricciante comincia a trapanare un piccolo foro nel suo cranio, suturando i vasi sangugni con uno zampillo di azoto liquido. Per aggiustare inclinazione e profondità si basa su alcune immagini fornite dalla TAC. Finita l’operazione, inserisce l’ago nel foro, come prima l’aveva inserito nella provetta…

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Poi si pone ai comandi, si accomoda gli occhialoni e sgancia il nano robot. Attraverso i suoi occhi vediamo scivolare le pareti interne dell’ago, poi ci tuffiamo nel citoplasma della cellula cancerosa, piena di filamenti ed escrescenze.

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Appena dentro, comincia a lanciare un segnale per gli Zymachi, poi si mette in cammino verso il nucleo della cellula.

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Il segnale bersaglio viene subito captato dagli Zymachi: “Unità Centrale ha individuato la macchina libera…”, “La fortezza del signore della guerra, trasmette direttamente dal suo interno…”, e si dispongono in una speciale formazione che agisce come antenna direzionale, per capire da dove arriva il segnale.

Continua…

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