Kerenskij ride in faccia alla morte

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Hu spegne la macchina e sveglia Kerenskij con una seconda siringa. Lui la guarda interrogativo. “Gli Zymachi hanno segnalato un cancro, è nel tuo cervello, e cresce incredibilmente veloce…” Kerenskij scoppia in una risata diabolica che lascia interdetta la giovane cinese, poi si blocca e la prende per mano: “Mi sta mangiando l’amigdala, forse è per questo che non provo paura…”
Hu:- “Mi hai spaventato…”
Kerenskij:- “Non ero io a ridere, erano loro…” e si indica la testa, “Non mi dire più nulla, non gli posso più nascondere i pensieri, non ti posso aiutare…”

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“Tieni questa…” e prende una piccola automatica da sotto il cuscino, “Potresti averne bisogno…” poi si alza in piedi, e si rimette a studiare i diagrammi del genoma di Proteena.

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Hu lascia la stanza chiudendo il chiavistello, carica d’angoscia.

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Ritorniamo sul capodoglio Zymachi, non c’è più la sirena, Proteena è ritornata mezza viaggiatrice, tra i suoi capelli dorme un piccolo Ciclostano, probabilmente un piccolo spinoso, anche se quando sono piccoli non è facile riconoscerli. Proteena parla del suo stato sirenoide, e delle sensazioni ad esso collegati. Provava l’urgenza di danzare con le sue consorelle, e l’uovo donato dal soldato era atteso come una rivelazione, ma era stato deludente, confuso. “Ora in quanto viaggiatrice sento il bisogno di portare questo piccolo nel suo ambiente, pensate che si possa trovare una colonia di padri esterni in qualche angolo della miniera?”

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“E la fortezza del signore della guerra? Come possiamo trovare la macchina libera? Probabilmente i Ciclostani la difendono, la nascondono in qualche modo, organizzando attacchi diversivi per confondere le meduse. Alcuni soldati saranno sacrificati in settori periferici, utilizzeranno esche… Abbiamo bisogno della guida dell’Unità Centrale.”

Continua…

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