Incontro ravvicinato con i Ciclostani

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Vediamo che gli occhialoni del professore sono pieni di condensa, grosse gocce di sudore gli attraversano la faccia, si ha un accumulo di sudore proprio laddove si innesta una guaina che protegge delle fibre ottiche.Vediamo le gocce di sudore che percorrono il tubicino, attraversano speciali connettori, si infilano nell’ago e vanno a contaminare il liquido della provetta. Ecco disperdersi uno sciame di soldati Ciclostani che cavalcano delle specie di sirene, uno di loro segue il fascio di fibre alla cui estremità è fissato il robot. Silenziosamente si apposta dietro le nano macchine, in contemplazione. Improvvisamente sentiamo uno scroscio fortissimo, le lunghe antenne degli Zymachi cominciano a vibrare, mentre lampi di luce appaiono sotto la loro pelle. Il soldato viene preso dal panico, e risale il canale più in fretta che può.

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Lungo il cammino inconta un gruppo di commilitoni, subito contagiati dalla sua stessa paura. Vediamo questa onda di terrore risalire lungo l’ago e il tubicino, propagandosi velocissima attraverso i tessuti di Kerenskij, fino a raggiungere l’accampamento di Eremokratos.

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Gli alti ufficiali traducono razionalmente il panico che ha pervaso la truppa: “Le Macchine pensano, la musica fluisce veloce tra di loro, non possiamo stare fermi a guardare, dobbiamo agire, distruggere le macchine, distruggere!..”
“Aspettate…” interviene la Sacerdotessa, “Forse possiamo comunicare con loro…”

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“Ora basta…” grida Eremokratos, “Se non avete il coraggio di seguirci, se vi rifiutate di capire, possiamo agire da soli, non abbiamo bisogno di voi!” E colpisce la Sacerdotessa a tradimento. Scoppia quindi una specie di colpo di stato, e i soldati attaccano gli scienziati facendo una carneficina, li fanno a pezzi in un crescendo di follia, riducendoli alla stregua di attrezzi per scavare nella miniera.

Continua…

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