Il piano di Hu

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Dissolvenza su Hu, stanchissima, che pensa sul da farsi. Improvvisamente lo sguardo le cade sul demoltiplicatore fotonico, lo raggiunge e comincia a studiarlo. Il nano robot è ormeggiato in una provetta, e Hu si ricorda della rastrelliera criogenica da cui sono stati estratti gli Zymachi all’inizio di tutto. Trent’anni di scoperte! Forse nella rastrelliera c’è qualcosa che può tornare utile. Hu scansiona il data base dei progetti di Kerenskij, e trova un soppressore tumorale, nome in codice Apoptosis. Seleziona il sintovirus nella rastrelliera…

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…fissa la provetta sul tavolo anti vibrante, e vi tuffa dentro l’ago, poi si mette ai comandi del demoltiplicatore. Vediamo il nano robot uscire dalla punta dell’ago, Hu ha problemi di stabilizzazione, ma infine si avvia un pò meno bacollante verso il sintovirus, segnalato da luci guida. Seguiamo alcune fasi dal punto di vista di Hu, rendendoci conto delle difficoltà nel seguire una linea retta. Finalmente di fronte ad Apoptosis, prova ad afferrarlo, ma i movimenti maldestri portano ad una rotazione del nano robot, per cui è necessario compensare azionando le pedaliere delle turbine.

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Dopo vari tentativi afferra saldamente il sintovirus e taglia la lunga antenna su cui oscilla pigramente. Il nano robot rientra nell’ago, Hu abbandona i comandi e prende la pistola ed una siringa, avviandosi verso lo studio di Kerenskij.

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Lui è di spalle, curvo sui grossi fogli che rappresentano il DNA di Proteena. Sulla carta traccia delle linee mettendo in comunicazione settori di genoma, configurando un disegno complicatissimo che occupa tutto un muro dello studio. Hu si avvicina silenziosa, tenendo dietro la schiena le sue armi. Ad un certo punto lo chiama.

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Lui è fulmineo, trasfigurato. Come un discobolo, lancia un pesante portatile attraverso la stanza, colpendola sulla spalla. La pistola vola via lontana. Prima che possa reagire lui le è sopra, veloce e vigoroso come nei giorni afgani…

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…la sbatte per terra e l’afferra per la gola, ma già l’ago gli è penetrato nella carne. Colto dalla stanchezza, si affloscia al suolo.

Continua…

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