I Guerrieri Medusa

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Improvvisamente il commando è bersagliato da una pioggia di spilli, e si ritira precipitosamente: gli Zymachi hanno modificato varie meduse in forma umanoide, muovendosi controcorrente. Hanno cannoni a spillo che forano mantelli e armature, e si fregiano dei simboli suggeriti da Proteena, per cui ognuno di loro è riconoscibile nel gruppo. Zymachi Idiota continua a farsi portare al guinzaglio.

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Il capo commando viene immobilizzato, uno Zymachi si precipita su Proteena che dice di star bene. La nano macchina le indica il taglio sul lato, ma lei scuote la testa, vuole rimanere sirena.

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Gli altri Zymachi interrogano il capo pattuglia che volentieri vuota il sacco: sono a migliaia i commando come loro, setacciano la miniera alla ricerca di macchine libere, come quella alle loro spalle. Cercano quelle più promettenti, le proteggono e le nutrono come figli. Le macchine libere possono affossare il regime delle meduse, permettendo ai Ciclostani di regnare sulla miniera.

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“Eremokratos stesso si è insediato in una macchina liberata gigante. Lì la sua armata è al riparo dalle meduse. Noi, i soldati…”
“Soldati?” lo interrompe Zymachi Zero, “Non ho mai sentito di soldati che si accoppiano con le sirene…”
Il capo commando si sfila l’elmetto, completamente trasmutato in ladro. Con un balzo si divincola e scompare nel buio. Gli Zymachi lo lasciano andare, hanno altre priorità.

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Accerchiano la cosiddetta macchina libera, questa escrescenza strana e peduncolata. Bucandone la pelle inoculano alcuni nastri mnemonici che raggiungono il nucleo. Dopo poco, vediamo boe luminescenti che si fanno strada verso la superficie, forandola e attraendo sciami di meduse. La macchina libera si affloscia.

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