I Ciclostani

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Ci appare d’improvviso un esercito in marcia, milioni di soldati con strane corazze, alcuni cavalcano bestie spinose, il tutto all’interno di una grotta porosa. La zoomata finisce sul personaggio principale, Proteena, scienziato al seguito dell’esercito. Si vede Proteena in mezzo a centinaia di altri scienziati, che vengono avvicinati da alcuni ufficiali. Non ci sono colloqui, le parole scorrono da un cervello all’altro, i concetti vengono sviluppati collettivamente. Ondate di pensieri che sembrano essere filtrate da alcuni individui apparentemente più alti in grado, sia tra i soldati che tra gli scienziati, vertici di una piramide di coscienza. Si dice “Noi”, piuttosto che “Io”. Gli Esploratori fanno rapporto: i padri esterni sono in subbuglio, molti stanno muovendosi dai loro pascoli abituali e si tuffano nelle gallerie che portano alla grande foresta, seminando il panico. Si cerca di interpretare questo strano comportamento: “Qualcosa sta alterando il Ciclo, lo sta corrompendo, presto o tardi non darà più abbastanza frutti per sfamare i suoi figli”. “La situazione sembra pericolosa, ma bisogna salire in superficie, capire la causa dell’eccitazione dei padri esterni”. “Pare si sia mobilitata anche l’armata di Eremokratos, il Pazzo, uno che farebbe qualsiasi cosa pur di risollevare le sorti del Ciclo, anche distruggere il Ciclo stesso”.

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Improvvisamente un’orda di Padri Esterni irrompe nel canalone travolgendo tutto ciò che trova sulla loro strada. Neanche le loro controparti addomesticate (i Modificati) riescono a resistere alla loro furia. I soldati fanno automaticamente quadrato attorno agli scienziati come per proteggerli, Proteena viene praticamente avviluppata dalle corazze. L’incredibile confusione viene sovrastata da una vibrazione bassissima che cresce in intensità, assieme ad una luce accecante che filtra attraverso i pori della superficie. La scena sfuma nel bianco, silenzio assoluto.

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